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Un grande maestro spirituale, Ramana Maharshi, cosi come Buddha e molti altri, diceva a proposito della nostra identità personale:

Tu sei ciò che pensi di essere”.

Ciò significa che le idee-convinzioni che nutriamo su noi stessi finiscono per diventare la nostra realtà. Non importa come ci pensiamo, se piccoli e insignificanti, <<sono solo un uomo>>, oppure pieni di risorse e creativi, <<sono un essere divino che vive l’esperienza umana>>. Ciò che conta, è che diventiamo ciò che pensiamo di essere.

Ma Ramana, non si fermava a questo. Sosteneva persino che:

Il mondo è come tu lo pensi”.

Ciò significa che il mondo”là fuori” non esiste indipendentemente da noi, dalla nostra esistenza e da come noi lo pensiamo.

Come i maestri spirituali, anche molti fisici quantistici sostengono teorie simili sebbene espresse con il loro linguaggio. Questi fisici sostengono che l’osservatore, la coscienza che siamo, con la sua sola presenza, cambia ciò che osserva. I nostri pensieri plasmano letteralmente l’energia interiore ed esterna. Perciò, il mondo in cui viviamo è una costruzione collettiva plasmata dai pensieri di tutti gli esseri umani che sono vissuti su questo pianeta.

In sostanza, la conoscenza spirituale e quella scientifica arrivano alla stessa conclusione:

i nostri pensieri, le nostre idee e convinzioni determinano sia la nostra realtà individuale sia quella collettiva, il mondo.

Nel momento in cui diventiamo consapevoli dell’enorme potere che abbiamo e che finora abbiamo usato inconsapevolmente con le conseguenze che ben conosciamo, possiamo fare una scelta cosciente e cambiare i nostri pensieri su noi stessi e sul mondo in cui viviamo.

Se vogliamo, possiamo farlo.

Innanzitutto bisogna scegliere. Ciascuno di noi ha da fare la sua scelta consapevole.

Scegliere, dal latino: ex-eligere significa “separare la parte migliore di una cosa dalla peggiore, quindi eleggere ciò che par meglio”.

La scelta quindi contiene dei presupposti impliciti:

– che vi sono almeno due possibilità fra cui optare.

– che le alternative fra cui scegliere siano già disponibili e già esistenti in questa dimensione, oppure si trovano in una realtà virtuale, potenziale, in attesa di manifestarsi, di concretizzarsi.

Nel momento in cui facciamo una scelta, mettiamo in atto il nostro potere creativo.

La scelta della gioia

Fermati un attimo e immagina una giornata vissuta dalla prospettiva che “la vita è gioia”. Immagina che questa sia la tua realtà ora.

Quali pensieri avresti, quali ezioni, sensazioni, comportamenti? Che azioni faresti? Come si sentirebbe il tuo corpo? Come sarebbe la tua relazione con gli altri? Come vedresti la tua vita? Come sarebbe la tua relazione con la Terra e gli altri regni?

La scelta della gioia è un’opzione che moesiste già fra le possibilità che abbiamo a disposizione. Non è una possibilità sconosciuta. E’ che finora l’abbiamo percepita solo sporadicamente.

Scegliere di vivere la vita dalla prospettiva della gioia, non significa essere ciechi né tanto meno utopisti.

Inizialmente bisogna usare una strategia di attenzione selettiva, che peraltro già usiamo inconsapevolmente. Per esempio, quando c’innamoriamo di una persona, che tipo di modalità percettiva usiamo?

E’ una modalità di attenzione selettiva. Scegliamo di dare attenzione e prendere in considerazione solamente gli aspetti positivi dell’altra persona, quelli che noi riteniamo tali. Non è che non percepiamo anche altri aspetti- che sono quelli che più avanti ci potrebbero portare ad allontanarci dalla stessa persona. Semplicemente, decidiamo che gli aspetti positivi sono quelli che ci vanno bene in quel momento.

Adottando questa possibilità selettiva ci sentiamo felici, siamo al settimo cielo dalla gioia.

Questo esempio ci permette di capire come funziona la percezione selettiva e metterla in pratica rispetto alla scelta della gioia.

Cambiare prospettiva e percepire noi stessi gli altri e il mondo dal punto di vista della gioia, significa cambiare livello di identificazione personale e quindi collettiva. Noi siamo esseri divini, multidimensionali, sorgenti di creatività infinita, che stanno facendo l’esperienza di essere umani in questa dimensione spazio-temporale, cosi come in molte altre dimensioni contemporaneamente.

Questo livello di identificazione è foriero di gioia, leggerezza, amore, pace, senso di libertà, creatività, senso di cooperazione, desiderio di condivisione con gli altri e con tutto quello che esiste.

Quindi, se guardiamo noi stessi e gli altri per percepire questa natura divina-umana, la luce interiore e non solo l’“umanità”, la personalità, dopo qualche tempo, questo tipo di scelta diventa “normale”.

La differenza sta nella consapevolezza e nell’intenzione.

E mentre cambiamo il nostro mondo personale attraverso la gioia, grazie alla risonanza morfica, la frequenza individuale è condivisa con gli altri.

Infatti, come sostiene anche la teoria del campo morfogenetico di R. Sheldrake, quando un certo numero di persone ha accesso a una conoscenza o abilità specifica, questa si rende disponibile per tutta l’umanità.

Perciò, quando un certo numero di persone inizierà a vivere dalla prospettiva che la vita è gioia, ciò permetterà ad altre persone, che ora sono profondamente immerse nel campo della sofferenza, di avere un modello migliore cui fare riferimento e adottarlo.

Scegli anche tu di uscire dal campo della sofferenza per entrare finalmente in quello della Gioia, dell’Amore e della Pace.

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