HomeArticoliResponsabilità o abilità di risposta?

<<E’ tua la responsabilità!>>.

Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase, oppure l’abbiamo detta noi ad altri! Il significato sotteso alla parola “responsabilità” è, molto spesso, colpa. E siamo diventati così bravi a non assumerci la responsabilità, a darla ad altri, proprio perché nessuno vuole sentirsi colpevole. Ci basta e avanza il ‘peccato originario’ che ci è stato attribuito e noi abbiamo accettato, che di per sè è sinonimo di ‘colpa’!

responsabiltà e pesi

 

 

 

 

 

 

Una variante altrettanto impegnativa  è  peso, carico. <<Mi prendo io il carico di responsabilità>> diciamo. Insomma, la responsabilità è diventata piuttosto faticosa.

Il fatto è che, vivendo sotto incantesimo ( “esperimento cui si attribuisce il potere di proiettare magicamente il reale in una dimensione … inconsueta”) non ci rendiamo neppure conto di privarci del nostro potere dandolo ad altri.

Ma di quale potere stiamo parlando? Del potere insito nella responsabilità. Guardiamo la parola scritta così:

respons—abilità, cioè, abilità di risposta.

Oops!

dalla colpa alla capacità

Adesso sì che possiamo riconoscere le nostre abilità di dare risposte! Possiamo riprenderci la nostra respons-abilità, il nostro potere creativo.

Siamo capaci di dare risposte a tanti quesiti. Siamo creatori di esperienze. Abbiamo il potere di scegliere e di cambiare le nostre creazioni se non sono come le vogliamo, abbiamo il potere di tras-formarle.

Noi siamo quindi co-respons-abili dello stato d’incantesimo in cui viviamo insieme con tutti gli esseri umani che siano vissuti su questo pianeta.

Abbiamo creato lo stato d’incantesimo come frutto delle nostre abilità creative, beh, abilità, si fa per dire, insomma, delle nostre scelte creative. E siccome siamo respons-abili, possiamo cambiare le nostre scelte, le nostre creazioni. Come?

In primo luogo bisogna essere a conoscenza dell’incantesimo. Elementare, Watson!

Il punto è che se non lo sappiamo, se viviamo ignari della verità sullo stato in cui ci troviamo, non faremo proprio nulla per cambiarlo.

incantesimo dell'io

Poi, se ne veniamo a conoscenza, attraverso una nostra ricerca oppure tramite qualcuno che ne è fuori e c’informa, questa seconda fase è delicata. Qui si tratta di scegliere: credere o non credere. Accettare o rifiutare. C’è anche un’altra opzione: fare gli struzzi della situazione.

Quindi, se comprendiamo il meccanismo attraverso cui ci manteniamo nello stato d’incantesimo e lo riconosciamo, allora possiamo passare alla terza fase, ossia scioglierlo.

E qui ci aspetta una sorpresa: la scelta spetta a noi. La salvezza dipende da noi stessi, non dal salvatore di turno. Ci possiamo riprendere la nostra respons-abilità e agirla consapevolmente.

I maghi sostengono che fra le opzioni che abbiamo a disposizione per sciogliere un incantesimo, c’è quella di crearne uno nuovo. Sciogliere uno o crearne un altro, cominciamo ad appropriarci della facoltà di scelta, stiamo mettendo le basi per la nostra tras-form-azione o guarigione.

E come si fa? Una storia può esserci utile per comprendere.

Cambiare

Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.

Come divenni più grande e più saggio, scoprii che il mondo non poteva essere cambiato, così ridussi la mia visione e decisi di cambiare solo il mio paese, ma anche questo sembrava essere inamovibile.

Come crebbi, al crepuscolo della mia vita, in un ultimo disperato tentativo, decisi di cambiare solo la mia famiglia, quelli più vicino a me. Ma anche questi non volevano niente di tutto ciò.

E ora, che sono legato al mio letto di morte, capisco che se solo avessi cambiato per primo me stesso, forse, con l’esempio, avrei potuto cambiare la mia famiglia.

Dalla loro ispirazione e con il loro incoraggiamento avrei quindi potuto cambiare in meglio il mio paese. E chi lo sa, avrei potuto forse cambiare il mondo.

Come suggerito dall’autore della storia, cominciamo da noi stessi. Dall’assumerci la respons-abilità di vivere la vita in modo diverso, più leggero.

Per esempio l’autrice si è assunta la respons-abilità di creare e condividere un nuovo di paradigma di pensiero: <<La vita è gioia>>.

Lo fa attraverso Le CostellAzioni della Gioia, aiutando le persone che sono pronte ad accedere a soluzioni nate dal Campo della Gioia- Joyfield e uscire dallo stato d’incantesimo noto anche come campo della sofferenza  per riconnettersi con lo stato naturale di gioia.costellazioni-della-gioia

E tu, come agisci la tua respons-abilità adesso che puoi riconoscere le tue abilità-capacità di trovare risposte?

Adesso, proprio ora puoi riprenderti il tuo potere per trovare soluzioni per te stesso e per l’umanità. Se vuoi, possiamo farlo insieme. Con gioia e con amore.

agire la respons-abilità

 

 

 

 

 


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