HomePubblicazioniIntervista pubblicata sulla rivista Spirito Libero Mag


Giulia Jordan

Giulia Jordan

Già da qualche mese conosco Giulia Jordan. Ci ha inviato una mail dopo aver letto un numero di Spirito Libero ed è nata fin da subito una grande simpatia e collaborazione  insieme a suo marito Alberto Giacomini. Il 22 di Maggio l’ho invitata a Querceto, sulla Costa degli Etruschi, per partecipare ad un convegno dove ha presentato con magistrale capacità il suo sistema chiamato CostellAzioni della Gioia. Ho avuto la fortuna di ricevere personalmente i fantastici benefici di questa terapia che da anni porta in giro per l’Italia e mi è sembrato giusto e doveroso far conoscere Giulia attraverso questa intervista.

Si sente molto parlare di Costellazioni familiari negli ultimi anni. Puoi raccontare ai lettori come e dove nasce il tuo incontro con esse?

Circa 5 anni fa, due allieve di due città diverse, alla fine della lezione di Psychealing- la parte psicologico-spirituale della formazione per Armonizzatori Muatsu- dove facevo un lavoro per riarmonizzarli con le loro famiglie, mi dissero: “non sapevo che facessi anche Costellazioni familiari”.

Anche in questa occasione, come ho verificato successivamente, stavo attuando un sistema terapeutico simile alle Costellazioni familiari, ma che avveniva con modalità leggermente diverse, alle quali sono pervenuta lasciandomi guidare da una sorgente interiore, piuttosto che da un modello predeterminato. Dopo qualche tempo, una situazione familiare mi dette l’opportunità di conoscere in pratica le Costellazioni familiari. 

 Ci descrivi il tuo incontro e la tua esperienza personale con Bert Hellinger?

Bert Hellinger

Bert Hellinger

Avevo già fatto due seminari con altri costellatori prima di incontrare Bert Hellinger, che mi avevano fatto intravedere il suo modello. Sin dal primo incontro ha potuto apprezzarlo e l’ho trovato innovativo rispetto agli altri approcci psicologici alla famiglia.

Il modello che emergeva e tutt’ora emerge da varie teorie e terapie psicologiche, era quello di cercare le cause dei sintomi o malesseri della persona, nel tessuto familiare, dove le cause finivano per essere considerate ‘colpe’, e la persona ‘privilegiata’ cui le cause-colpe venivano attribuite, era, in primis, la madre.

 Hellinger ha, per cosi dire, buttato all’aria questo punto di vista. Secondo lui, non c’è nulla di più grande della madre (e del padre) che, avendoci dato la vita, ci ha dato, in effetti, tutto.

Un’altra cosa che ho apprezzato molto e di cui sono ancora in pochi a mio avviso a comprenderne la genialità e l’importanza, è il concetto e l’esperienza del “campo familiare”.  

Conoscevo e insegnavo già come entrare nel campo individuale per percepire le tematiche della persona, ma entrare nel campo familiare, crea molte più opportunità di aiuto e di cambiamento. Bert usa una modalità fenomenologica e come dice lui stesso, si lascia “influenzare da un contesto più grande senza comprenderlo fino in fondo”. 

Il mio approccio alla conoscenza passa sia attraverso l’esperienza della percezione diretta, sia attraverso la comprensione. Infatti, ho scoperto che il campo con cui si entra in contatto nelle Costellazioni è il campo morfogenetico, concetto ideato dal biologo Rupert Shaldrake, secondo cui ogni cosa esistente nell’universo ha un proprio campo di energia e informazioni, che agisce da matrice per la forma che andrà a creare. Il campo, una volta creata la forma, nel nostro caso il corpo fisico, continua a permanere insieme con essa, e fra di loro c’è una continua interazione di tipo bidirezionale: dal campo all‘organismo e viceversa. Inoltre, ed è questo che interessa chi fa una professione d’aiuto, i campi morfici sono modellati dagli influssi delle generazioni precedenti, ed esercitano la loro influenza su quelle successive tramite la risonanza morfica.

Ciò significa che ciascuno di noi è influenzato e influenza a sua volta il campo della propria famiglia. Inoltre, attraverso l’entanglement o interconnessione, come dimostrato dalla Fisica Quantistica, siamo collegati con tutti gli altri esseri umani, col pianeta e tutti gli altri regni, indipendentemente dallo spazio-tempo e quindi con la Coscienza quantistica non locale da cui tutto nasce, in cui tutto vive e si trasforma incessantemente.

Dalla mia prospettiva, il lavoro con il campo morfogenetico sta aprendo nuovi orizzonti all’interno delle professioni d’aiuto, e ritengo che Bert abbia un grande merito. Sono grata a lui e a sua moglie Sofie per il lavoro che hanno fatto e continuano a fare con le Costellazioni familiari-multidimensionali.

Cosa ti ha portato negli anni ad operare questo tipo di trasformazione che hai chiamato Costellazioni della Gioia?

Il modello delle Costellazioni familiari è entrato a far parte di un approccio al benessere che si è andato dispiegando negli anni, poiché, ascoltando l’autorità della mia anima come dice Bert, ho seguito un mio percorso da spirito libero, lasciandomi guidare dalla Sorgente interiore (v. l’articolo apparso sul nr 32 della rivista Spirito Libero). E, come dicevo nell’articolo, lo spirito libero è un antesignano, un pioniere, un ri-voluzionario, ovvero qualcuno che indica nuove direzioni di pensiero e lo fa attraverso la connessione con la Fonte da cui tutto nasce. Perciò, le Costellazioni familiari, cui avevo avuto accesso indipendentemente e secondo la mia prospettiva, sono state modellate dalle esperienze precedenti e dall’approccio scientifico e spirituale che adotto come esploratrice dell’Essere.

Le esperienze fatte in circa due anni con le Costellazioni familiari, anche nella forma evoluta di Costellazioni spirituali e multidimensionali, mi hanno portata a maturare una sorta di idiosincrasia nei confronti della sofferenza. Ad un certo punto mi è apparso chiaro il fatto  che tutte le professioni d’aiuto, comprese le Costellazioni familiari, lavorano all’interno del campo della sofferenza in cui si trova sia il problema da risolvere, sia la soluzione, indipendentemente dalla tecnica usata. La soluzione così trovata porta piccoli cambiamenti mentre oggi abbiamo bisogno di grandi cambiamenti individuali e collettivi. Perché ciò accada è necessario accedere a un altro livello di coscienza, caratterizzato da una frequenza molto più elevata rispetto allo stato che produce disagi e difficoltà.

Circa tre anni fa, ho avuto la gioia di entrare in contatto con un altro campo o stato dell’Essere, Joyfield® o Campo della Gioia. Insieme ad Alberto Giacomini, marito e compagno di lavoro, abbiamo condiviso Joyfield con centinaia di persone che hanno potuto sperimentarne gli effetti con risultati esaltanti.

Cosi, durante un seminario di Costellazioni familiari, mi venne l’idea di introdurre Joyfield e verificare che cosa sarebbe successo. Giacché la maggioranza dei partecipanti conosceva Joyfield, furono entusiasti all’idea di sperimentare e gli effetti furono straordinari.

Dando Joyfield ai rappresentanti, essi percepivano un’onda di energia che arrivava prevalentemente a livello del cuore e operava una trasformazione veloce e potente, un gran senso di alleggerimento, una sorta di alchimia interiore. Nel giro di pochi minuti, i disagi provocati dalla sofferenza nelle sue diverse manifestazioni quali rabbia, rancore o mancanza di rispetto, si scioglievano e fra i membri della famiglia compariva l’amore, la gioia, la pace. Inoltre, tutto il gruppo dei partecipanti era coinvolto nella frequenza di Joyfield e si sentivano sollevati, leggeri, allegri. Un altro effetto importante che si stava manifestando riguardava la durata delle costellazioni, che diminuiva notevolmente.

Da allora, le Costellazioni della Gioia® hanno cominciato ad avere una loro peculiarità e si stanno sempre più individuando rispetto al modello classico.

 Quali sono a tuo avviso le persone che avrebbero maggiormente bisogno di essere introdotte a questo innovativo sistema terapeutico?

Vorrei innanzitutto sottolineare il fatto che il modello sottostante le Costellazioni della Gioia, contiene al suo interno un nuovo paradigma che si può applicare trasversalmente a tutti i campi della conoscenza e delle professioni d’aiuto, nonché alla nostra vita quotidiana. L’intuizione che mi è arrivata, è che fin’ora abbiamo vissuto le esperienze della nostra vita e le abbiamo interpretate da una prospettiva limitante e svalutante: quella della convinzione che ‘la vita è sofferenza’. Per usare una metafora, è come se avessimo vissuto la vita con una sorta di occhiali deformanti. Pertanto, ci siamo convinti che questa prospettiva fosse vera e, grazie al potere insito nelle convinzioni, questa è diventata la nostra realtà, anche se i saggi di tutti i tempi ci hanno sempre detto che la verità è un’altra, ovvero che la vita è gioia.

E’ arrivato il momento di toglierci gli occhiali e cominciare a percepire noi stessi e la vita dalla prospettiva della gioia, dell’amore e della pace. Si tratta di fare un salto quantico dal campo della sofferenza a quello della Gioia- Joyfield. La cosa meravigliosa è che Joyfield, prima di essere un modello mentale, è un’esperienza energetica percepibile che induce di per sé un grande cambiamento interiore, percepibile soprattutto a livello del cuore da cui si sente ‘togliere un peso’ e quindi la ri-apertura all’amore .

 Quindi, anche se può apparire scontato, la risposta alla tua domanda è che le CostellAzioni della Gioia sono utili per tutti. Ritengo che la trasformazione, ovvero il salto quantico dal campo della sofferenza a quello della gioia,  possa avvenire partendo dalla famiglia.

Possiamo considerare la famiglia come la cellula madre della società. Nella misura in cui uno o più membri di una famiglia entra in contatto con la frequenza della Gioia e ne sperimenta gli effetti, questa cambia la qualità della vita dei singoli e la relazione con gli altri membri. In tal modo, il campo morfogenetico familiare diventa culla di benessere, sicurezza, amore, gioia e pace per i suoi membri, e successivamente, piattaforma di lancio verso l’espressione di sé nel mondo. Il beneficio è sia per i singoli, sia per la famiglia intesa in senso ampio.

Immagina come potrebbero essere i rapporti sociali con persone che si sentono finalmente amate, rispettate, libere di esprimersi creativamente e che vivono la vita con gioia. Attraverso la risonanza morfica, la loro influenza positiva si espanderebbe e gradualmente porterebbe un cambiamento dai benefici epocali per la società.

Inoltre, ritengo che questo paradigma vada introdotto al più presto nelle professioni d’aiuto, indipendentemente dalla tecnica usata da ciascuna, per indicare alle persone un altro modo di percepire gli eventi e le relazioni con se stessi e con gli altri. Naturalmente, per i costellatori questo modello sarebbe uno strumento di grande aiuto attraverso cui potrebbero toccare un gran numero di persone e contribuire cosi all’istaurarsi del nuovo livello di coscienza planetario, quello dell’unità. È utile agli insegnanti, affinché entrino nuovamente nel ruolo di ‘maestri’ e diano alle nuove generazioni una nuova prospettiva sulla vita e di vita.

E poi, per i politici, gli industriali, gli scienziati, gli artisti, insomma per tutti coloro che vogliono portare un cambiamento significativo nella vita personale e sociale.

Se facciamo un bilancio delle nostre esistenze, ci rendiamo conto che tutto ciò che facciamo, tutte le relazioni che abbiamo, sono mosse dal desiderio di provare gioia, di vivere la vita con gioia, che è in realtà lo scopo della nostra esistenza su questo pianeta. Tanto vale cominciare a metterlo in pratica connettendosi con il Campo della Gioia- Joyfield.

Ci puoi parlare del tuo approccio terapeutico di tipo prettamente psicologico che  utilizzavi con le persone negli anni passati?

In realtà il mio approccio non è mai stato solo psicologico. Ho sempre avuto una passione per la conoscenza dell’Essere e l’ho appagata attraverso la via scientifica, quella spirituale e sopratutto esperienziale. L’incontro con Alberto è stato fondamentale poiché attraverso lui, che all’epoca praticava e insegnava Zen Shiatsu, ho ampliato e affinato la percezione  energetica.

Da diversi anni ho elaborato un particolare modello energetico-psicologico- spirituale chiamato Psychealing®, che ho sperimentato con migliaia di persone. Joyfield e le CostellAzioni della Gioia sono l’espressione ultima di Psychealing.

 Si potrebbe quindi affermare che l’approccio terapeutico prettamente psicologico non è più sufficiente?

Considerando il modello psicologico,  se tutta la Psicologia fosse incentrata sul suo oggetto originario, Psyche o Anima, sarebbe sufficiente, poiché per occuparsi dell’Anima o parte transpersonale dell’Essere, bisognerebbe avere un modello teorico e pratico molto ampio. Questo modello terrebbe conto del corpo fisico, quello energetico, quello emotivo e naturalmente del corpo mentale e spirituale.

Inoltre, è necessario avere una visione olistica dell’essere umano, per poterlo comprendere e aiutare efficacemente. Le CostellAzioni della Gioia, per il loro approccio multidimensionale all’essere umano, entrano a pieno titolo in questa prospettiva.

Alle volte una persona può essere attratta ad intraprendere un percorso terapeutico, ma viene molto spesso scoraggiata per i più disparati motivi proprio da chi le sta più vicino. Perché a tuo avviso?  Cosa consigli di fare a chi vuole iniziare?

Quando un membro di una famiglia o della coppia sente l’esigenza di introdurre un cambiamento nella propria vita, questo cambiamento coinvolge necessariamente anche gli altri. Attraverso l’entanglement, siamo collegati a tutti gli altri familiari, amici, colleghi di lavoro, anch’essi coinvolti nel cambiamento del singolo, in misura maggiore o minore.

Chi si oppone al cambiamento, lo fa poiché vive nel campo della sofferenza e crede che il cambiamento possa portarne dell’altra.

Ma se il cambiamento porta il singolo nel Campo della Gioia, egli cambia la percezione che ha di sé e degli altri. Quando si sta nel campo della Gioia è molto più facile aprirsi all’amore, provare rispetto, sentire la forza della famiglia, apprezzare gli altri, trovare i propri spazi di espressione onorando anche gli altri. La Gioia non è un’emozione che ha il suo opposto interdipendente, bensì un sentimento che appartiene alla nostra natura  originaria, al nostro Essere, insieme con l’Amore e la Pace.

Ciò che consiglio a chi vuole intraprendere un percorso terapeutico, è di seguire il proprio desiderio e scegliere percorsi in cui l’attenzione vada alle soluzioni piuttosto che alle cause, alle colpe o ai perché. Partendo da uno stato attuale, per quanto difficile esso sia, si può trovare uno stato desiderato che sia benefico per sè e per gli altri poiché in realtà abbiamo a disposizione un’infinità di scelte. Ciò è possibile se il terapeuta opera all’interno di un modello teorico e pratico che considera l’essere umano nella sua multidimensionalità e quindi multipotenzialità creativa. Credo inoltre, che insieme con un percorso individuale sia utile e a volte indispensabile fare una Costellazione familiare, sopratutto della Gioia.

Ci possono essere degli “effetti collaterali” al tuo sistema terapeutico?

Certamente.

Premesso che la gioia è sempre stata osteggiata e temuta proprio per i suoi potenti effetti, che sono imprevedibili per chi preferisce farci stare nel campo della sofferenza e della schiavitù psicologica, possiamo dire scherzando che:

ci sono numerosi ‘effetti collaterali’ che sono sia retroattivi sia proattivi, ovvero si estendono al passato, ai nostri antenati, e al futuro, verso i discendenti. Uno di questi è connesso con la gioia che è di per sé contagiosa, come ben sappiamo. Entrando nel Campo della Gioia si rischia di ricordare chi siamo, come siamo e perché siamo qui. Questo è molto ‘pericoloso’ perché recuperiamo il nostro potere creativo, ne diventiamo consapevoli, quindi ci liberiamo dalla paura connessa con l’identificazione con la personalità, io o ego.

Poi c’è l’effetto collaterale di amarsi e il rischio di provare amore e rispetto per la propria famiglia, che si può estendere alla famiglia allargata planetaria. Un altro ‘effetto collaterale’ è quello di arrivare a comprendere gli altri, il loro diverso punto di vista come avente pari dignità del nostro e addirittura come fonte di ulteriore conoscenza. Questo può comportare un altro rischio, ovvero quello di smettere di farsi la guerra, e vivere quindi in pace e di sperimentare la libertà di essere ciò che siamo. Ci sono molti altri effetti collaterali che si mostreranno in seguito al contagio col campo della Gioia- Joyfield. Ah, dimenticavo, visto che siamo in clima di epidemie, chissà, magari il ‘virus’ della  Gioia potrebbe espandersi rapidamente su tutto il pianeta e ciò cambierebbe davvero la nostra vita!

Oggi siamo all’inizio di questa Dolce Ri-voluzione della Gioia e ciò che sappiamo, è che possiamo scegliere fra il vecchio modello: ‘la vita è sofferenza’ oppure il nuovo e reale: ‘la vita è gioia’. È quasi palpabile il desidero dell’umanità di sperimentare un altro modo di vivere, quello della gioia, quindi sempre più persone lo adotteranno.  

I commenti sono chiusi.