Il finito e l’infinito
Sul volo di ritorno dal Seminario di CostellAzioni della Gioia di Pisa, stavo leggendo il libro di Massimo Teodorani: Bohm La fisica dell’infinito. A un certo punto mi sono imbattuta in questa citazione del genio della fisica quantistica David Bohm, che esprime magnificamente ciò di cui si è parlato e che è stato sperimentato da tutti i partecipanti al Seminario:

<<Il campo del finito è tutto quanto possiamo vedere, udire, toccare, ricordare e descrivere. Questo campo è basicamente ciò che é manifesto o tangibile.
La qualità essenziale dell’infinito, di contrasto, è la sua elusività, la sua intangibilità. Questa qualità si trasmette nella parola Spirito, il cui significato originario è “vento, soffio”.
Questo suggerisce l’esistenza di un energia invisibile ma pervasiva, alla quale il mondo manifesto risponde. Questa energia, o spirito, pervade tutti gli esseri viventi e senza di essa ogni organismo si spezzerebbe nei suoi elementi costituenti.
Ciò che realmente è vivo nell’essere vivente è questa energia dello spirito, ed essa non è mai nata e mai morirà.>>

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