L’amore ha davvero bisogno del conflitto?
🌿 Qualche giorno fa una lettrice mi ha scritto che L’ultimo specchio di Sofia. Oltre ogni immagine le è piaciuto molto. E ha aggiunto: “Mi aspettavo che tra Sofia e Radu ci fossero anche conflitti, giochi di potere, incomprensioni, come è nella vita.”
La sua osservazione mi ha fatto riflettere.

Perché siamo così abituati a pensare che una relazione, per essere intensa e autentica, abbia bisogno del conflitto?
Da secoli, la letteratura, il cinema e, soprattutto, i modelli familiari e sociali ci raccontano l’amore come un0 spazio di tensioni, aspettative, gelosie, delusioni, riconciliazioni o separazioni. Come se la profondità di un sentimento si misurasse attraverso la sofferenza che produce.
Abbiamo imparato a considerare normale ciò che, molto spesso, è soltanto il risultato di condizionamenti inconsapevoli, di programmi automatici.
Il copione che ci portiamo dentro
Il modello di relazione donna-uomo è un programma cui attingiamo dal campo familiare esteso: genitori, nonni, antenati e dal campo sociale in cui viviamo.
L’esperienza diretta con i nostri genitori, poi, lascia un’impronta profonda nella nostra vita emotiva. Un imprinting che contribuisce a formare le convinzioni su ciò che significa amare ed essere amati.
Così, da adulti, possiamo ritrovarci a riprodurre inconsapevolmente gli stessi schemi, anche quando ci hanno fatto soffrire. Oppure a cercare di evitarli, rimanendo comunque condizionati da essi.
Questo modello relazionale è basato sull’identificazione con la personalità, il personaggio che recitiamo nella vita. Nasce dal bisogno di avere ragione, dalla paura di non essere visti, dalle aspettative non dette e dalle ferite antiche che l’altro, senza volerlo, va a toccare. Ci scontriamo con il partner per qualcosa che non ha quasi mai a che fare con lui o con lei.
E crediamo che sia l’unico modello della relazione di coppia.
E se esistesse un altro modo di amare?
📖 Nel mio romanzo, Sofia e Radu rappresentano una possibilità diversa.
Sono due esseri umani che hanno riconosciuto la natura illusoria dell’identità egoica, ossia l’identificazione con la personalità. Questo riconoscimento ha trasformato il loro modo di vivere la relazione.
Il loro rapporto è intenso proprio perché è libero dalla necessità di difendersi, possedere, controllare o avere ragione.
✨L’intensità nasce dalla qualità della presenza, anziché dalla forza dello scontro.
🔗 Questo è uno degli aspetti del Risveglio che più mi interessa condividere: la sua espressione concreta nella vita quotidiana.
Il risveglio della coscienza, infatti, è anche una trasformazione del modo in cui entriamo in relazione con gli altri.
E il tuo modo di amare nasce da una scelta consapevole o da un programma inconscio che stai riproducendo? Scrivilo nei commenti 👇
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