Ti sei mai chiesto chi sei, davvero?
Non come ruolo.
Non come storia personale.
Non come corpo che cambia.
Non come mente che pensa.
Chi sei quando tutto questo tace?

L’albero e il segreto dell’essere
«Indagherò, esplorerò» si disse.
«Scoprirò chi sono.»
Sedette allora nell’erba, chiuse gli occhi e si immerse dentro sé stessa.
Era tempo di cominciare.
Apparvero pensieri, come foglie che attraversano una stanza aperta: entrano, si muovono e poi se ne vanno. Ognuno diverso, passeggero, a volte simili a uccelli spinti dal vento.
Da dove venivano quei pensieri?
Un momento prima non esistevano; poi eccoli sorgere, catturare l’attenzione, dissolversi, sostituiti da altri ancora.
In quel fluire incessante, sentì anche la voce dell’io, l’ego.
Una voce che commentava, giudicava, interpretava ogni pensiero appena nato, ogni sensazione, suono, immagine.
Da dove veniva quella voce? Era davvero la ‘sua’ voce?
E a chi parlava?
Chi era l’ascoltatore segreto dietro a tutto questo?
Silenzio. Solo silenzio.
Yashodara rimaneva lì, quieta, ad osservare.
Così si accorse anche della natura volubile dei pensieri: alcuni carichi di paura, altri pieni di speranza, altri ancora senza alcun legame con lei, come fantasmi erranti.
I pensieri sembravano raccontare una storia — la sua storia, forse — ma lei cominciava a sospettare che non fosse davvero sua.
Era una trama discontinua fatta di parole ripetute, idee ereditate, convinzioni mai messe in discussione.
«Questa storia sono davvero io?» si domandò, con un sussurro che nemmeno l’aria udì.
Io. Io. Io…
Che cos’è questo Io che chiamo così, come se fosse l’essenza stessa di me?
Sono forse questo corpo, che cambia continuamente?
Solo ieri ero una bambina, poi una ragazza, una giovane donna… e ora il mio corpo è ancora diverso.
Ma se esiste un centro immutabile, non può essere il corpo, che muta a ogni respiro.
Né può essere la mente, che scivola tra pensieri ed emozioni come nuvole nel cielo.
Forse sono quella voce che risuona nel silenzio dentro di me…
ma anche essa è effimera, a volte un sussurro che nasce e svanisce.
Quando ero piccola, quella voce non c’era.
Il mondo sembrava un tutto, senza confini.
Poi, un giorno — avevo circa quattro anni — accadde qualcosa.
Un pensiero sottile si fece strada:
Io.
E con esso, l’ombra di un distacco.
Una sensazione di separazione dal tutto.
Il confine tra me e il mondo si tracciò impercettibile.
🏡
Se leggendo queste parole qualcosa si è mosso in te,
non è una coincidenza.
La domanda che si è aperta in Yashodara
è la stessa che, prima o poi, attraversa ogni essere umano:
Chi sono io, davvero?
Non è una riflessione.
È una soglia.
Puoi restare dove sei.
Oppure puoi attraversarla.
La ricerca è già iniziata. 📖📘
👉 Scopri dove conduce questo viaggio.
Recensioni
✨Alcune parole di chi ha incontrato questo libro…
✨Le memorie ancestrali si riconducono a informazioni, istinti o paure tramandate biologicamente dai nostri avi; di cui, cioè, non abbiamo fatto esperienza diretta. In effetti siamo un coacervo di elementi che, interagendo con l’ambiente circostante, definiscono le nostre qualità e caratterizzano il procedere delle nostre vite. Attraverso lei (Youcanprint Ed.) è un romanzo ispirato, non a caso, in Giulia Jordan da una qualche Musa, con l’intenzione di avvicinarci alla consapevolezza del nostro passato e futuro perfettamente presenti nella Coscienza che avvolge i nostri corpi, mettendoci in comunicazione con coloro che vivono la nostra realtà e non solo. Il tutto avviene in modo molto più profondo di quanto immaginiamo: a ognuna di noi è lecito, in alcune situazioni, poter investigare nel nostro inconscio e riunire le istanze che ci hanno rese tali… questo è il significato di quanto scritto dall’autrice, una donna impegnata nell’analizzare e preservare un femminile dimenticato.Il racconto della vita di Yashodara, giovane indiana andata in sposa a sedici anni al cugino Siddharta, si riflette perfettamente nello svolgersi dell’esistenza di Shaula, artista dalla magnifica sensibilità: seguendo con coraggio la voce quasi impercettibile che si manifesta in regressioni, dapprima guidate, poi sempre più spesso spontanee, la donna viene sorretta in un viaggio interiore oltre la mente, realizzando il qui e ora attraverso l’amore.
Chi di noi non ha letto Siddhartha di Hermann Hesse? La vita del principe indiano che rinunciò alla sua vita agiata per cercare la verità sulla sofferenza umana, resta un caposaldo letterario del secolo scorso, un romanzo che ha avvicinato migliaia di persone a una vaga conoscenza del buddismo: un percorso di trasformazione interiore per raggiungere l’illuminazione e lo stato di Buddha.
Così la vita di Yashodara, specchiata in quella di Shaula, ci propone tra le pagine del romanzo di Giulia Jordan una via tutt’altro che di negazione: entrambe sono ben consce del loro essere e soprattutto del loro compito nelle reciproche esistenze.
La principessa indiana, privata del rapporto fisico con il figlio, resisterà alla tempesta emotiva; la protagonista durante uno dei soggiorni in India viene risvegliata ad antiche memorie e vorrà affrontare la terapia per conoscersi attraverso le immagini che emergono dall’inconscio. La fusione tra le due donne è totale e descritta in modo che solo chi ha provato simili condizioni può esprimere “Shaula la seguiva, ma non poteva toccarla. Sentiva tutto: il dolore, lo smarrimento, la stanchezza. Ogni gesto raccontava una storia che non era scritta da nessuna parte. Solo nei corpi. Solo nella memoria muta del sangue”.
Non c’è bisogno di scomodare Rudolf Steiner per sapere che “il sangue è un succo molto peculiare”: è l’espressione del corpo eterico individualizzato attraverso cui nasce ciò che si esprime nell’Io. Il sangue è l’espressione dell’Io, un Io che si esprime contemporaneamente nelle due donne; dall’intensità che emerge dal testo, oserei aggiungere la terza donna, Giulia Jordan. Non stupisce la confessione dell’autrice quando dichiara essere stata proprio la lettura di Siddharta e spingerla nella ricerca spirituale: la figura di Yashodara, negata nella sua interezza o così mal interpretata, ricordava molto le parole diffamatorie su Maria Maddalena o sulla Madonna stessa. Il recupero delle tradizioni iniziatiche femminili ha caratterizzato e caratterizza tutt’ora la sua ricerca sia in ambito letterario, sia come conduttrice di gruppi di persone interessate alla conoscenza di se stesse. Chicca Morone
🌟 Questo libro è uno specchio magico, un farmaco sottile. In un primo momento sembra una biografia spirituale, ma presto si rivela un viaggio interiore.
Ti sembra di seguire la trama del racconto, che attraversa identità, sogni, ferite e rinascite. Mentre leggevo, più volte ho scoperto che sentivo vibrare la parte posteriore del mio cuore, tra le scapole, inaspettatamente; e so che quella sensazione, e lo scorrere della corrente verso l’alto, è una sensazione che provo a volte in meditazione, o in momenti di apertura affettiva particolare. Sentivo dunque una vibrazione dolce, ma intensa.
Se poi interrompevo la lettura, tutto sembrava affievolirsi, senza tuttavia scomparire subito; ed ogni volta che riprendevo, anche leggendo più avanti o più indietro, quella esperienza di apertura e vibrazione si ripresentava.
Una cosa magica! Una specie di miracolo sorprendente; normalmente i libri non mi fanno questo effetto!
Così poi mi sono incuriosito ad ascoltare meglio questa vibrazione. Il sentimento a cui era più vicino era affetto, amore; e forse ancor di più: gioia amorosa.
Così, ogni pagina, ogni ricordo, ogni gesto narrato non erano solo storia, ma medicina: un invito a identificarti, a fonderti nel racconto, a sentire che non c’è separazione tra te che leggi, la scrittrice, la donna antica. Mentre leggi, il libro ti cura, ti guarisce, come un’acqua di vita che scorre dentro, senti l’effetto come se andassi in onda, un’onda di gioia amorevole, che passa attraverso il libro e queste immagini, e viene da lontano, e non si può non riconoscerla.
Un libro deve essere così, un farmaco. Se no è inutile. Claudio Maddaloni
✨Ci sono libri che raccontano una storia, e libri che restituiscono una voce. “Attraverso lei. Storia di Yashodara la moglie di Siddharta” appartiene con chiarezza alla seconda categoria. Giulia Jordan sceglie di guardare una delle vicende fondative della spiritualità orientale da un punto rimasto a lungo in ombra: Yashodara, la donna che Siddharta lasciò nella notte per seguire il proprio cammino verso l’Illuminazione. Ma questo romanzo non è un atto d’accusa, né una rilettura polemica. È qualcosa di più sottile e più coraggioso: un atto di riconoscimento. Yashodara non viene raccontata come vittima, né come figura accessoria al destino di un uomo “più grande”. È una coscienza viva, attraversata dal dolore dell’abbandono ma capace di non spezzarsi. Nel silenzio, nella perdita, nella solitudine del bosco, la sua ferita diventa soglia. Non crollo, ma inizio. Accanto a lei, in un piano narrativo contemporaneo, c’è Shaula: artista, donna di oggi, che attraverso sogni, visioni e stati di coscienza alterati comincia a ricevere memorie che non sembrano appartenerle, eppure la abitano con forza. Il dialogo tra le due non è mai forzato né didascalico: avviene per risonanza, come se il tempo non fosse una linea, ma una trama. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio questo intreccio: due epoche, due vite, due cammini che si specchiano senza sovrapporsi. Yashodara non “serve” Shaula, né Shaula “spiega” Yashodara. Entrambe sono attraversate da una stessa domanda essenziale: chi siamo, al di là dei ruoli, delle ferite, delle storie che ci sono accadute? La spiritualità che emerge da queste pagine non è mai proclamata. È incarnata. Passa attraverso il corpo, la cura, l’ascolto, la relazione, il servizio silenzioso. Yashodara diventa guaritrice non perché abbia scelto un ruolo, ma perché ha attraversato il dolore senza indurirsi. E in questo, il romanzo compie un gesto importante: restituisce dignità e profondità a una via spirituale che non ha bisogno di fondare dottrine né di lasciare il mondo per essere autentica. Il femminile che abita Attraverso lei non è simbolico né idealizzato. È concreto, vulnerabile, forte proprio perché capace di restare aperto. È un femminile che non trattiene, che non compete, che non si oppone, ma che attraversa e trasforma. Un femminile che ricorda — e ci ricorda — che l’Illuminazione non è solo un atto di separazione, ma può essere anche una via di presenza, di cura, di radicamento. Questo libro parla alle donne, certamente. Ma parla anche agli uomini, se sono disposti ad ascoltare senza difese. Parla a chi ha vissuto l’abbandono, a chi ha dovuto ricostruirsi nel silenzio, a chi sente che la propria ricerca non passa dalla fuga, ma dall’abitare fino in fondo ciò che è.Attraverso lei non chiede di essere creduto. Chiede solo di essere ascoltato. E, pagina dopo pagina, apre uno spazio in cui qualcosa — senza rumore — può ricordarsi di sé. Ci sono illuminazioni che fanno rumore e altre che accendono una lampada mentre nessuno guarda. Questo libro cammina lì. Nel passo di chi resta, di chi cura, di chi trasforma il dolore in ascolto. Attraverso lei non passa una storia dimenticata, ma una verità ancora viva: che anche nel silenzio si può risvegliare il mondo. Diego Ibrahim Manca
🌸 Chi sono Siddharta, Yashodara e Shaula? Per me sono coscienza che si manifesta. Apparentemente all’inizio della storia sono tre persone distinte nel tempo e nello spazio che iniziano a chiedersi chi sono. A mano a mano che il racconto si sviluppa lo spazio e il tempo si dissolvono. Anche le tre distinte persone si fondono e dissolvono nella coscienza che si rivela. Infine anche chi legge si dissolve perché rispecchiandosi nella rivelazione realizza che la separazione è un’illusione. Trovo che questo libro contenga tutto quello che c’è da sapere. È il nucleo dei nostri incontri. È quello che con tanta fatica tu cerchi di portarci. Da leggere più volte perché ogni volta si comprende di più. Ma dire questo non basta perché questo non è solo un testo che si comprende, è un testo che si sente col cuore. Comprensione e espansione. Questo è passato a me. ❤ Silvia Baroni
✨ Cara Giulia ho letto il tuo scritto è arrivato in gola nella pancia e nel cuore. Qui Resta. A Casa. Bellissime queste Donne Ri-conosciute Ri-vissute e i luoghi descritti da te…così familiari…così come tante sensazioni raccontate. Grazie ancora per il Tuo Dono.Grazie per questo Risveglio Femminile🌸 Paola Liberati
🌸 Ho sentito risuonare in me le loro storie, così come le tue parole e i tuoi insegnamenti, la tua guida, in questi anni…è stato molto bello! Lo rileggerò sicuramente di nuovo; ci sono parti che riconosco e sento che mi chiamano, non ho ancora la consapevolezza, ma sento che è li, devo solo volerla vedere o avere il coraggio di afferrarla. Grazie ancora per questo dono. Naike Saretta
🌸Questo romanzo è un viaggio di Ri-Connessione:
un Ri-Trovare insegnamenti, scoperte, ricerche che trovano un filo che unisce Tutto.
Una storia si scrive da sola: lo scrittore semplicemente l’accompagna.
Michelangelo fissava il blocco di marmo per ore, poi “estraeva” ciò che già era dentro quel blocco.
Così Shaula, mentre dipinge capisce che Tutto ha un’unica fonte, un’unica origine.
Yashodara e Shaula, così come gli altri personaggi del romanzo sono specchi dove si riflettono vicendevolmente, e dove ogni lettore può Ri-Trovare parti di Se’.
Durante la lettura affiorano domande che trovano risposte.
Questo romanzo è la risposta che cercavo ad una domanda: perché dopo tanto “viaggiare” in questi territori seguo ancora gli incontri di Giulia? (nel gruppo Bagliori di Risveglio)
Potremmo sentirci “arrivati” ma la Vita, maestra silenziosa, intreccia continuamente nuovi disegni … ed il viaggio continua.
E’ dunque un romanzo per viaggiatori coraggiosi.
Grazie Giulia per questo e altri doni ♥ 🌸 RitaMaria Tocco
✨ Bellissimo racconto che ho letto a più riprese, una volta con curiosità scoprendo e apprezzando la freschezza e la fluidità della scrittura ed una storia presente da sempre nell’universo femminile.
Una seconda lettura fatta con il cuore e la consapevolezza di una risonanza e di un risveglio che va oltre il femminile, il maschile, ma che coinvolge il tutto. Sì, un risveglio verso una nuova percezione della vita e di ciò che realmente siamo e che siamo sempre stati.
Uno splendido dono, grazie infinite cara Giulia. 💛 Daniela Volpi
✨ Che meraviglia di libro!
Leggerlo è come una carezza per l’anima. 🤍
Scritto in maniera mirabile, fluida, con una penna di luce.
Un libro che apre le porte ad una diversa percezione della realtà, ad osservare gli eventi da molteplici punti di vista.
Annulla lo spazio-tempo così come lo conosciamo, per farlo coincidere con una realtà sempre presente, priva di confini.
Sviluppa connessione con tutto ciò che È, annullando le barriere.
Questo libro è un invito a riconoscersi sul serio e il cuore sorride a queste parole.
Grazie all’autrice per questo ennesimo splendido dono; i suoi libri sono come amici preziosi, che aiutano e su cui si può contare sempre. 🌙Maristella Bianciotti
✨ Ho letto il libro, è un bellissimo racconto che mi ha dato la forza di andare avanti in un momento difficile.
È un testo illuminante che mette in evidenza il collegamento tra donne di epoche diverse ma che ispirano il lettore contemporaneo alla ricerca del proprio potere interiore enfatizzando la forza che ha il ruolo della ricerca interiore.
Lo rileggerò altre volte perché il suo potere è immenso. GRAZIE ♥ 🌺 Rosy Fornaciari
✨ Angela ha letto e riletto questo dono che hai scritto condividendone i sapori, le emozioni che si trasformano in frasi di ricordi passati. È stato un avvolgersi in un contesto di richiami lontani dove scoprire e riscoprirsi in un cammino di eventi, che hanno plasmato Angela in tutta la sua bellezza e completezza.
Un libro meraviglioso, fresco pieno dei tuoi insegnamenti che risvegliano l’anima in tutte le sue sfaccettature, colme di amore e verità
Una pienezza fatta di incontri oltre il visibile dove tutto è. Un risveglio nel risveglio. Grazie di Cuore 💙💙💙🌿 Angela Romano
🌿✨ Ho letto “Attraverso Lei” nello stesso modo nel quale sorseggi l’acqua ad una fontana di alta montagna dopo una lunga passeggiata. È la narrazione fluida e convincente di tante storie intrecciate, ricche di nuovi inizi e altrettante fini per accorgersi che la parola “fine” non esiste, non è contemplata nel gioco della Vita. Esiste invece un susseguirsi di storie che prendono forma, e vanno e vengono, tornano e ripartono in una giostra senza tempo, ma che ha solo tanti veli che scivolano via per rischiarare il ricordo di chi siamo. Questa narrazione ti accompagna lungo sentieri che sono anche tuoi, dove ogni lettore può ritrovare parti di sé e scoprirsi complice di questa avventura. Complice del Tutto. Apre mente e cuore prendendoli per mano. Quante volte siamo stati/e Shaula e quante volte abbiamo incontrato la nostra Yashodara, ma quanto ci siamo lasciati coinvolgere davvero e quanto ci siamo fermati ad ascoltarci…? Una narrazione dolce e avvolgente che conduce verso una spiritualità concreta e autentica. È un libro da tenere sempre sul comodino a portata di mano per crescere ogni volta e fare un passo in più in direzione di noi stessi. Emozionante e illuminante allo stesso tempo. Così come ogni iniziativa condotta e guidata da Giulia Jordan abile Maestra di Vita e illuminante Guida verso il Risveglio.🌼 Stefania Canovi
✨ Quando l’onda magica del racconto mi ha trasportato in zone inesplorate del mio cuore 🌊💗, l’ho sentito dischiudersi.
È un libro da vivere come una meditazione 🧘♀️✨: senza interruzioni, con il cuore aperto… e poi da rileggere, per lasciarne emergere nuovi strati di senso. 🌿 Alberto Giacomini
❤️Ho letto “Attraverso lei” e la prima impressione è stata quella di trovarmi di fronte a una mappa nella quale ho trovato molte “stazioni-momenti” coincidenti o simili a quelli inerenti il mio percorso di crescita consapevole. Ho inoltre trovato molto forte-potente il momento in cui Yashodara e Siddharta si ritrovano e riconoscono, prima individualmente e poi l’un l’altro, per quello che realmente sono: la coscienza unica e indivisibile e quindi al di fuori di titoli istituzionali duali, quali ad esempio moglie-marito. E’ stata comunque la fine della storia che mi ha colpito di più. Certo la storia intesa come esperienza portante finisce ma in realtà c’è una espansione incredibile per cui l’esperienza della vita, per Shaula (me-noi tutti), continua o ri-inizia alla luce di una nuova consapevolezza. Non si può più chiudere o confinare da nessuna parte e modo una espansione così. Penso che questo sia il motivo principale ma non il solo, per cui questa storia mi ha lasciato un senso, che mi accompagna da quando ho finito di leggerla, di benessere e pace. Un romanzo che si fa leggere con fluidità, coinvolgente con profondi insegnamenti spirituali illuminati che ci riportano a ricordarci e riconnetterci con chi siamo realmente, e che siamo tutti interconnessi come Yashodara e Shaula e gli altri personaggi del romanzo e che tutti facciamo parte della stessa sorgente. Grazie di tutti i tuoi doni Giulia 🙏❤️ Giovanna Manai
✨Buongiorno Giulia, non avevo ancora scritto niente riguardo al tuo romanzo perché ho sentito il bisogno di leggerlo due volte. La prima volta mi aveva toccato il cuore ma la mente restava confusa, non riuscivo a separare completamente le due esistenze così intrecciate e non riuscivo a esprimere con le parole quello che sentivo. Con la seconda lettura tutto si è schiarito. Come Yashodara, anch’io attraverso il dolore dell’abbandono, ho cercato nella mia anima il senso della vita e l’essenza dell’esistenza. Attraverso la lettura delle vicende di queste due donne con un’unica anima, mi è capitato di sentire un senso di pace interiore, qualcosa di simile alla gioia, un’espansione del cuore. Sono solo attimi ma sono preziosi e credo siano passi avanti verso il risveglio. Grazie Giulia di questo dono❤️Anna Tonacchera
✨Della serie: uso pratico del libro. Ho trascritto su un foglio le pagine del libro che ritengo più significative. Da pag.103 a pag. 107. Le porto sempre in tasca e le rileggo più volte al giorno come un mantra. Questo per ricordarmi di non identificarmi con l’ego.❤️ Silvia
✨Appena il libro è arrivato, in due serate l’ho divorato, con la stessa ingordigia che a volte mi prende davanti a una tavoletta di cioccolata. E mentre leggevo, ero nel bosco, nella camera, dalla terapista…sentivo il dolore, l’abbandono, lo smarrimento, lo stupore, la gioia, la pace…delle protagoniste Ero l’Io Sono, la Coscienza che osserva lo scorrere della vita. Dopo questa prima lettura ne ho fatta un’altra con più calma, e a volte, la sera ne leggo qualche pezzetto, perché questo libro è un potente veicolo per trapassare il velo dell’illusione e giungere all’ Essere, all’Io Sono, alla Coscienza, all’ Uno. E come una buona ricetta di cucina ha gli ingredienti giusti e ben dosati per portarci alla scoperta di chi siamo veramente. Lo stile narrativo fluido e leggero, con frasi, a volte corte e scandite, a volte dolci e pacate, che veloci arrivano al cuore. La presentazione dei personaggi, il loro vissuto, i loro sentimenti, le loro riflessioni… visti da un alto livello di coscienza, tutto conduce al Risveglio, alla Verità. Ancora grazie, Giulia e grazie, Universo. ❤️Vera D’Angiolo
