Seminari di CostellAzioni della Gioia 2017

“Vivere la vita con Gioia è il desiderio-obiettivo di ogni essere umano. Tutto ciò che facciamo, in modo diretto oppure indiretto, a volte in modo paradossale, è per provare Gioia.

Ananda, la Gioia, è l’impulso centrale della natura umana.”

estratto dal libro: Le CostellAzioni della Gioia, un salto quantico: dalla sofferenza… alla Gioia

Seminari di CostellAzioni della Gioia aperti a tutti

 

Treville, 29-30 aprile 2017

Carpi, 6-7 maggio 2017

Torino, 27-28 maggio

Lucca, 17-18 giugno 2017

Ravenna, 24-25 giugno 2017

Lucca, 7-8 ottobre 2017

Carpi, 14-15 ottobre 2017

Santa Teresa Gallura, 4-5 novembre 2017

Formazione: Master in CostellAzioni della Gioia, ottobre 2018

 

Pubblicato in Articoli, Gli eventi | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il valore della gioia

Il condizionamento culturale ci ha fatto credere che siamo individui separati gli uni dagli altri e dall’universo. Questa convinzione ci ha portato a vivere nella paura con le conseguenze che conosciamo. Qual’è, invece, il nostro ruolo nell’universo?

Siamo parte integrante della “Totalità indivisa” e niente e nessuno può esserne escluso o separato. Siamo entangled– intrecciati con ogni essere e ogni cosa. Quando siamo felici, la nostra gioia è condivisa con la totalità dell’esistenza ad ogni livello sia macro che microcosmico. Questo è il valore della gioia. Verificalo guardando questo video e permettiti di gioire per il solo fatto che esisti, che sei viva/o.

 

https://youtu.be/Usj6viU0AaI

Pubblicato in Articoli, I video | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Riportare la gioia nelle relazioni

Come suggerisce B.Hills: La Gioia non è una meta, è uno stile di vita.

 

cdg To

Pubblicato in Articoli, Gli eventi | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il potere femminile al servizio dell’umanità

Ora che ci siamo svegliate dal sonno delle “belle principesse addormentate nel bosco” è il momento di agire e dispiegare il nostro potere femminile per aiutare l’umanità a vivere la vita, anzichè sopravvivere.

Noi donne siamo ora le nuove guide culturali dell’umanità.

Come dice Hernan H. Mamani:

“Nella donna è racchiuso il destino dell’umanità; è lei la modellatrice della razza umana, la creatrice. La donna incarna l’amore…  ed è il canale della vita governato da leggi impercettibili mosse dall’amore, al quale successivamente accedono anche gli uomini.”

Infatti, anche gli uomini hanno bisogno di risvegliare la propria parte femminile, aprirsi ed accettare la guida delle donne per contribuire al cambiamento di stato di coscienza dell’umanità. 

 

Parafrasando Victor Hugo: “C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo: un’idea il cui momento è giunto”. E questa é: la Vita é gioia. La Gioia non è un obiettivo da raggiungere. Né una meta da conquistare. Esiste già.

Parafrasando Victor Hugo: “C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo: un’idea il cui momento è giunto”.
E questa é: la Vita é gioia.
La Gioia non è un obiettivo da raggiungere. Né una meta da conquistare. Esiste già.

Ma come possiamo esercitare la guida femminile e il potere che ne deriva?

Riattivando il nostro stato naturale di gioia. Grazie a Joygift, il dono spirituale che Giulia mette a disposizione dell’umanità  https://youtu.be/N7gdqo0j8Sk , possiamo ritrovare la gioia interiore e agire da questo stato.

Ritrovando la fonte della Gioia possiamo partecipare ad allargare la rete planetaria della Gioia – JoyNet e cambiare lo stato vibratorio del pianeta e dell’umanità.

joynet ita

JoyNet è un movimento internazionale gratuito di cooperazione e collaborazione che prevede il coinvolgimento di tutti gli esseri umani maturi spiritualmente, che sono pronti a partecipare attivamente al cambiamento planetario, senza aspettare il Messia di turno, gli extraterrestri o altri interventi esterni.

JoyNet agisce attraverso il Dono della Gioia- Joygift, la pubblicazione di articoli e video che ci danno gioia, la diffusione  di informazioni  scientifico-spirituali che hanno l’obiettivo di “svegliarci” dal sonno dell’inconsapevolezza e ritornare a vivere dallo stato naturale di gioia.

Entra anche tu nel campo della Gioia- Joyfield e partecipa

alla co-creazione consapevole di JoyNet.

“Solo il cuore della donna può inglobare e unire tutti i figli del mondo senza alcuna distinzione di sesso, di razza, d’ideologia politica o religiosa. ” Omraam Mikhael Aïvanhov

 

 

Pubblicato in Articoli | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Uno strano mestiere: ricercatore di sé

Tanti anni fa, un uomo e una donna s’incontrarono “per caso”. Mentre chiacchieravano del più e del meno, l’uomo sentì la necessità di pronunciare questa frase:

<<Sii te stessa!>>

In un lampo, un brivido intenso percorse il corpo della donna dalla testa ai piedi  e si sentì catapultata in un’altra dimensione. Lì, tutto sembrava cristallino. Il tempo, lo spazio, il mondo e persino il suo corpo, non c’erano più. L’unica cosa esistente, che era anche il tutto, era qualcosa di morbido che palpitava e irradiava un senso di pienezza totale.  Si accorse che non riusciva più nemmeno a pensare.

images (1)“Sii te stessa” sembrava aver agito su di lei come la frase magica del gioco delle statuine. Poi, lentamente e come se arrivasse da lontano, nella sua mente fece capolino un pensiero che assomigliava a un dubbio esistenziale:              <<Essere me stessa?! Vuol dire che sono un’altra e non me ne sono neanche accorta? Cos’è questo, un incubo?>>                   Quando finalmente si riprese, un po’ confusa e disorientata, chiese all’uomo:                    <<Che cosa intendi con questo?>>

E l’altro, inconsapevole del suo ruolo, rispose:

<<Sii come sei!>>

<<Ahi, dalla padella alla brace!>>, pensò la donna. Da quel momento in poi, per giorni, settimane, mesi aveva continuato a rimuginare:

<<Chissà cosa avrà voluto dire?  E cosa significa esattamente “essere me stessa” o “essere come sono”?>>.

In seguito, la donna capì che quelle erano state le prime battute di un ruolo che avrebbe recitato per molti anni: quello di ricercatore di sé.

Come forse avrai già intuito, quella donna è chi scrive.

E tu, lettore, che ruolo stai recitando ora?

Poiché sei stato attratto da questo articolo si suppone che anche tu sia coinvolto nel ruolo di ricercatore di sé. Magari sei alle prime battute, oppure sei già avanti col tuo copione; qualsiasi sia il punto in cui ti trovi, ora siamo insieme e proprio qui, adesso, lo spettacolo si sta svolgendo e noi vi prendiamo parte. Anzi, è la nostra stessa presenza che lo rende possibile.

Possiamo considerare la nostra rappresentazione allo spettacolo della vita a due livelli. Un piccolo palcoscenico su cui due attori interpretano i loro personaggi: un lettore e una scrittrice. Oppure, considerare questo palcoscenico come il Palcoscenico sul quale tutti i personaggi sono interpretati dall’unico attore: la Coscienza, l’Esistenza. Sarà quindi la coscienza che scrive, che si rivolge alla coscienza che legge, per cercare e infine “trovare” la Coscienza stessa.

images (2)Quando stai per entrare in un nuovo ruolo, accadono spesso situazioni particolari che ti aiutano a calarti nel personaggio.  Ma dopo un po’ te le dimentichi.

Poi, a un certo momento della vita arriva, ospite inatteso, il desiderio di cercare questo “se stessi”. All’inizio questo desiderio, come gli altri d’altronde, è un optional, cioè puoi fare qualcosa per soddisfarlo oppure no; non è fondamentale per la tua vita. Ma dopo un po’, da desiderio diventa bisogno e allora preme, spinge per essere realizzato. Diventa una specie di tarlo mentale: rode, e rode, e ancora rode!

Da un giorno all’altro diventi un “ricercatore di te stesso”! Strano mestiere! Che tu lo faccia part time oppure a tempo pieno, non è contemplato in nessuna categoria lavorativa. E non ti paga nessuno, anzi, ti tocca spendere un sacco di soldi, di tempo ed energia come cercatore di verità. Eh, si, perché non ti accontenti di qualsiasi risposta, tu vuoi la Verità! La storia seguente esemplifica bene la situazione in cui ti potresti trovare:

C’era una volta un uomo che desiderava ardentemente trovare il segreto della vita. Sin da ragazzo era nata in lui questa brama e ogni volta che conosceva una persona nuova chiedeva: <<Conosci il segreto della vita?>>.  A volte riceveva come risposta: <<ma che domanda è mai questa?>>, altre volte si sentiva dire: <<lascia perdere, stai con i piedi per terra, pensa a vivere come gli altri!>>; qualcuno rispondeva sinceramente: <<non lo so!>>. Altri indicavano libri da leggere, altri ancora gli suggerivano di andare a trovare un certo saggio che sicuramente conosceva la risposta.  E il nostro uomo leggeva libri su libri, ma ciò che trovava non soddisfaceva la sua sete di conoscenza. Poi, andava a incontrare i vari saggi, ma neanche uno gli dava la risposta che cercava con sempre crescente ardore. Passavano gli anni e lui continuava a cercare ma, nulla, la risposta non arrivava. Un giorno, sentì dire che in un certo villaggio, esisteva un pozzo magico che era in grado di soddisfare la sete di conoscenza di chiunque. Allora il nostro uomo sentì ritornare piena la speranza e decise di andare al pozzo magico. Era molto lontano dal posto in cui viveva, ma la distanza non lo scoraggiava. Anzi!  Durante il cammino dialogava fra sé e sé:

<<La risposta è questa…!>>,

<<Ma no, non può essere questa, sciocco, è troppo semplice!>>.

<<Allora sarà cosi…!>>

<<Ma che dici, questa l’hai già sentita da quel saggio con la veste ocra!  Non può essere la stessa!>>

E così il suo viaggio proseguiva finché, finalmente, arrivò nel paese dove c’era il pozzo magico.

Sarebbe stato troppo bello scovarlo subito, dentro il paese. No, stanco e affamato ma pieno di speranza, gli toccò camminare ancora per un bel pezzo, perché il pozzo si trovava in una valle fuori del villaggio. In preda all’eccitazione, oltre che alla stanchezza e alla fame di cibo e sete di conoscenza, l’uomo si guardò intorno per vedere che cosa poteva avere di magico o sacro questo pozzo. Sembrava uguale a qualsiasi altro pozzo di campagna.

<<Adesso vedrò se è davvero magico>>, disse.

Si affacciò sulla superficie dell’acqua e fece la sua domanda:

<<Magico pozzo, sai dirmi qual è il segreto della vita?>>

Dopo un po’, dalla profondità arrivò una voce che diceva:

<<Vai al crocicchio del villaggio! Là troverai ciò che cerchi! >>

Esterrefatto, emozionato, confuso, in preda a un’eccitazione incontrollata, l’uomo ritornò di corsa verso il villaggio. Al crocicchio, si guardò intorno e ciò che vide furono tre botteghe. In una vendevano fili di ferro, nella seconda legno, e nella terza, pezzi di metallo. L’uomo entrò e uscì dalle tre botteghe diverse volte, poi si guardò intorno per verificare che fosse nel posto giusto; chiese informazioni ai negozianti, infine ai clienti, ma nessuno fu in grado di illuminarlo circa il significato della risposta datagli dal pozzo. Allora si disse:

<<Avrò capito male la risposta!>>

E così ritornò, sempre più stanco, affamato e assetato, dal magico pozzo.  Intanto cominciava a innervosirsi; si arrabbiò con se stesso per non aver prestato sufficiente attenzione. Quindi, chiese spiegazione al pozzo. Per un bel po’, silenzio. L’uomo stava trattenendo il fiato nell’attesa della risposta, ma niente. Solo silenzio. Quando stava iniziando a scoraggiarsi, ecco che dalla profondità del pozzo arrivò una voce che diceva:

<<Capirai in futuro!>>

Questa volta, in silenzio rimase l’uomo. Si sentì come paralizzato, per un attimo. Poi, come la lava di un vulcano in eruzione, l’indignazione e la conseguente rabbia esplose sommergendolo. Disse di tutto, sparlò, non riuscendo a pronunciare bene le parole e poi si buttò per terra in preda alla disperazione. Aveva speso la sua vita nella ricerca di questo maledetto segreto ed eccolo lì, rimasto, come si suol dire con un pugno di mosche in mano. Ma che mosche, neanche quelle, perché se l’erano filata per la sua esplosione di rabbia.

Giurò a se stesso che avrebbe abbandonato per sempre la ricerca del segreto della vita. E così fece!

Passarono gli anni, l’uomo era ormai vecchio e aveva dimenticato la sua “follia di gioventù”.  Una sera, stava passeggiando sulla strada che portava fuori del paese, con la luce della luna che rischiarava tutto intorno a sé. In lontananza, sentì una strana musica, una melodia dolce, profonda e struggente che sembrava ricordargli qualcosa d’antico e originario. Più si avvicinava e più la musica lo rapiva, lo prendeva sulle sue ali e lo portava lontano… oppure no, vicino a… In un attimo, vide lo strumento che produceva quella magica musica: il sitar, che era fatto di fili di ferro, pezzi di legno e parti di metallo, come quelli che, tanto tempo addietro, aveva visto nelle tre botteghe al crocicchio del villaggio. Allora non ne aveva capito il significato, ma ora finalmente, la risposta del pozzo divenne perfettamente chiara:

<<Ah, ecco!>> sussurrò felice l’uomo.

Quando cominci a esercitare il tuo mestiere di ricercatore ti accorgi ben presto che altri prima di te, oppure proprio adesso insieme con te, si sono trovati nella necessità di placare il tarlo. Anzi, molti, come Platone, sono convinti che:

 Una vita senza la ricerca non è degna di essere vissuta.

Oppure, come Alan Watts, altri ritengono che:

Di tutti i misteri del mondo esterno, di tutte le meraviglie viste con gli occhi, sentite con le orecchie, o toccate con le mani, nulla costituisce un enigma tanto profondo quanto il mistero interiore della vera identità dell’uomo.

Nei primi tempi in cui il desiderio è appena comparso, qualche pensiero birichino vi s’insinua:

<<Che cosa avrà di così importante questa ricerca?>>

E magari ti trovi a leggere, come risposta non cercata, frasi come quella incisa  sul frontone d’ingresso dell’oracolo d’Apollo a Delfi:

Conosci te stesso e conoscerai l’universo!

 

ricercatore di sè

E tu potresti replicare:

<<Dopotutto, io voglio conoscere solo me stesso! L’universo è troppo grande e lontano da me!>>

E, invece, se decidi di andare avanti con la ricerca, ti toccherà inghiottire in un sol boccone te stesso e l’universo!

Buona digestione!

 

Pubblicato in Articoli, I libri | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti